L’allattamento al seno in pubblico, tabù dei ben pensanti

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Ancora oggi, nonostante siamo ormai nel 2016 e le campagne a favore dell’allattamento al seno si sprecano per quantità e qualità, allattare un neonato in pubblico è visto come un gesto inadeguato e sconveniente da troppe persone.

Anche sui social le discussioni a tema si sprecano, con gravi chiusure da parte di chi non vede questa prassi positivamente, e quando una mamma decide di postare una foto di lei intenta ad allattare il figlio neonato. Ecco, io nella mia infinita ingenuità ho sempre ammirato queste neo mamme, quando vedevo una di queste loro foto, invidiandole un po’ per quanto questo loro atto risultasse così naturale e perfetto, mentre io quando allattavo sembravo la sosia della maga Magò, con l’elasticità e la grazia di un elefante… Ma per me servirebbe un miracolo…

E invece scopro che ogni volta il web si riempie di commenti indignati (evito di ricordare quelli a sfondo sessuale che meglio…), di persone che ritengono che l’allattamento al seno sia qualcosa di tabù, da nascondere per evitare di creare scalpore e mettere a disagio chi ci circonda. Le motivazioni più usate? Allattare è un momento intimo, privato, non va esposto al mondo. O invettive sul fatto che non si può pretendere di mangiare sempre e ovunque, dunque un neonato dovrebbe aspettare per ricevere il latte di uscire dalla folla. Non so proprio da dove cominciare… Ecco,  deciso… MA SIAMO SERI?

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Ora , io non faccio parte del partito tetta libera ovunque: sarò sincera, non ho mai allattato per strada o nel mezzo di un reparto del supermercato. Ma solo per una mera questione di pigrizia, perché semplicemente non ci sarebbe stato un posto comodo dove sedermi. Ovunque ho invece trovato una panchina o una sedia (bar, ristorante, parco, biblioteca….) ho allattato senza problemi, probabilmente con grande fortuna perché non ho mai incontrato qualcuno che criticasse.

Spesso poi, quando ci trovavamo più neo mamme insieme, l’allattamento al seno era di gruppo. Un qualcosa di volgare? Affatto! Intanto perché ritengo che non ci sia nulla di più naturale, poi perché eravamo tutte sapientemente vestite a strati, accortezza che ci permetteva di nutrire i nostri figli senza che si vedesse quasi un lembo di pelle  (possiamo dire lo stesso di certe scollature sfoggiate da certe donne in ogni momento della giornata… No, non credo…). Ma forse c’è gente convinta che al momento di allattare una mamma si svesta completamente e costringa tutti a guardarla. Credetemi: a volte potreste aver avuto una donna con neonato attaccato a pochi passi di distanza e magari non ve ne siete nemmeno accorti.

Un momento intimo? Sì, è vero lo è. Ma l’intimità tra madre e figlio è come una bolla che li racchiude e li separerebbe dal mondo anche se fossero al centro di una piazza affollata. Non borbottate o, ancora peggio, interferite cercando di entrare in questa bolla (sì, c’è chi crede di poter accarezzare un neonato mentre sta  bevendo il latte dalla madre, a me è successo e credetemi se questa persona è ancora viva deve solo ringraziare di essere un parente stretto) e vedrete che l’intimità non sarà scalfita affatto.

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Per chi crede poi che l’allattamento sia procrastinabile, credetemi, non è affatto così. Mi spiace, un neonato non capisce da quale situazione sia circondato, non capisce se sia il momento adatto o meno per richiedere il latte, a malapena capisce di essere al mondo e non più nel pancione, pensate se capisce la differenza tra un luogo pubblico e il salotto di una casa. Ha spesso fame e perciò potrebbe chiedere il latte anche in Chiesa, ad esempio, e glielo si deve dare, perché tutte le volte che ha lo stomachino vuoto piange come se soffrisse a tal punto da morire da un momento all’altro: dobbiamo farlo soffrire per non turbare le persone che lo circondano? In ogni caso non preoccupatevi: vi prometto che mai nessuna mamma si alzerà durante un’omelia per correre sull’altare ad allattare in bella vista davanti a tutti.

E così ci ritroviamo in una situazione nella quale molte neo mamme decidono di smettere di allattare al seno per poter condurre una vita normale e senza occhiatacce, oppure ancora peggio, optano per rimanere chiuse in casa, dove non corrono il rischio di turbare nessuno. Cambierà mai questa malsana mentalità? O dovremo ricorrere anche noi ad una legislazione ufficiale per proteggere il diritto all’allattamento di mamma e piccino (come già accaduto in alcuni Stati americani, in Inghilterra con l’Equality Act, che nel 2010 ha “autorizzato” ufficialmente le poppate in pubblico, e ancor prima in Australia con una legge del 1984)? Ai posteri l’ardua sentenza.

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3 pensieri su “L’allattamento al seno in pubblico, tabù dei ben pensanti

  1. Sono una mamma che ha allattato ovunque! Prima di partorire credevo che sarei sempre corsa a casa, ma poi la mia bimba piangeva e voleva il mio seno! Certo mi sono sempre messa all’angolo di un bar, in una nursey, se ero al mare sempre di spalle ad altri, ma non per vergogna, ma perché sono sempre stata gelosa di quel momento nostro e non ho mai voluto condividerlo con nessuno!

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