CoffeeMom@Work Ovvero l’arte di saper dire no al lavoro

fantozzi

In tutti i luoghi di lavoro, siano essi uffici, negozi, laboratori, officine, fabbriche, c’è sempre un personaggio che sta quasi tutto il giorno schivo, in disparte, sempre sommerso dal lavoro. A me piace definirlo lo schiavo del posto, quel collega che, ad ogni richiesta di aiuto porta a termine il lavoro altrui (senza mai segnalarlo ai superiori per prendersene merito), portandolo a termine prima del proprio e senza lamentarsi di alcunché.

Lo schiavo appunto, solitamente buon conoscitore della materia della sua mansione, troppo generoso, o semplicemente ingenuo (per usare termini gentili) per affermarsi, rimanendo così la ruota del carro sulla quale tutti pesano per poter procedere.

Spesso capita alle madri ritrovarsi in questa situazione, magari appena rientrate dal congedo di maternità, piene di volontà di voler dimostrare le proprie abilità nonostante la gravidanza (perché, sebbene assurdo, si deve provare che si è ancora in grado di svolgere la propria mansione), finiscono in un vortice senza fondo di aggravi di lavoro, con conseguente esaurimento dietro l’angolo.

enfadada

Vi ritrovate in questa descrizione? Ecco a voi allora qualche suggerimento su come imparare a dire di no qualche volta al lavoro e vivere così meglio la propria professione.

Innanzitutto dovete prendere tempo e cercare di capire se il nuovo carico “sganciatovi” dal collega si possa portare a termine, incastrandolo tra i compiti a voi già assegnati senza tralasciare la qualità del vostro operato. In generale, dovete ricordarvi di capire quali aspetti strategici positivi possa avere il nuovo lavoro per voi stessi, non solo essere schiavi degli altri.

litigi-colleghi-di-lavoro

Imparate ad essere un po’ furbi e suggerite un’alternativa alla vostra risposta negativa. Non rispondete con un semplice “No, caro, questi sono solo cavoli tuoi;” ma cercate di approcciare il vostro collega con suggerimenti su come portare a termine prima il lavoro. Chiedete poi anche se potete aiutare in qualche altro modo o se potete affrontare il problema in un secondo momento.

Naturalmente, quando decidete di dire di no, fatelo sempre in prima persona. Il tono di voce e i gesti vi aiuteranno a non  passare solo come l’acida dell’ufficio che si fa solo gli affari suoi, ma come una persona piena di buona volontà, senza la possibilità materiale di aiutare in quel momento.

Non giustificatevi descrivendo nel dettaglio tutti gli impegni del vostro calendario. Magari potrebbe sfuggirvi anche qualche appuntamento non prettamente lavorativo o necessario, che agli occhi dei vostri colleghi e superiori vi farebbe passare come una persona semplicemente incapace di gestire al meglio il proprio tempo.

colleghi_di_lavoro_gelosi

Non buttate tutto sull’autoironia. Abbattersi più che un modo per dimostrare la propria incapacità a svolgere un determinato lavoro, potrebbe portare il vostro collega a rispondervi con mille lusinghe. E come si potrebbe poi mai dire di no a chi ci ha appena fatto così tanti complimenti?

E per finire, usate la tecnica dello spiazzamento. Li conosciamo bene quali sono i colleghi piattole che vengono sempre a rifilarci i loro compiti: quando li vediamo avvicinarsi, anticipiamoli, chiedendo loro di aiutarci a finire qualcosa che non riusciamo proprio a risolvere. Chissà che magari per una volta, gli “schiavi” dell’ufficio non diventino loro!

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...